INVENZIONE A TRE VOCI

Fotografie © Valerio Bellone
Anno – 2014

Invenzione a tre voi – Le “invenzioni” e le “voci” sono rispettivamente quelle di J.S.Bach eseguite dal vivo dal pianoforte, dal violino e dalle tre danzatrici protagoniste della creazione.
L’immobilità del corpo femminile, il suo essere punto di riferimento di buona parte dell’arte pittorica occidentale, si trasforma e trasfigura nel corpo, (nei corpi), in movimento plasmati dal coreografo.
Per Zappalà mettere a nudo il corpo della donna, ovviamente non solo nel senso letterale, equivale a mettere a nudo il cuore umano; vuol dire rivelare le illusioni e gli inganni che, quasi sempre, lo sguardo maschile ha messo in campo quando l’oggetto della visione è stato la donna e il corpo femminile.
È a partire dal corpo, in questo caso della donna/danzatrice che tutto incomincia e nel quale tutto si consuma ed esaurisce.
Appropriandosi delle riflessioni di John Berger e dei versi di Wislawa Szymborska, Zappalà propone una riflessione non sulla condizione femminile ma sull’immaginario. Immaginario prodotto dalla bellezza femminile e dal suo corpo, al contempo protagonista e vittima. Ovviamente lo fa attraverso la danza; una danza che ha la sua grammatica e la sua sintassi nei nervi e nelle giunture, nei fremiti e nei sussulti del corpo delle tre danzatrici/invenzioni.
Una danza che si appropria concettualmente del verso del poeta polacco Jan Twardowski quando dice che “occorre avere un corpo per trovare un’anima”.

da un’idea di Nello Calabrò e Roberto Zappalà
coreografia e regia Roberto Zappalà

musiche Johann Sebastian Bach

Interpreti:
danza Maud de la Purification, Gioia Maria Morisco Castelli, Valeria Zampardi
al pianoforte Luca Ballerini
alla viola Adriano Murania

Luci e costumi Roberto Zappalà

Teatro Garibaldi, Palermo

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