Kee Chang (2011)

Storia

I kee chang sono i portatori di elefanti thailandesi. Iniziano la pratica, che si tramanda di padre in figlio, quando appena adolescenti gli viene assegnato un elefante con il quale passare gran parte della vita. Così era un tempo…
Spesso in Asia l’elefante era considerato un animale da soma, così come lo era – ed è ancora – il mulo o il cammello (per citarne due tra i tanti) in altre zone del mondo. Data la longevità degli elefanti, alcuni kee chang rimanevano legati per la vita al proprio elefante, che talvolta moriva successivamente al padrone.


In Thailandia gli elefanti venivano originariamente sfruttati per la guerra e per l’abbattimento e il trasporto dei tronchi d’albero.
Esaurito il loro antico compito di carri armati e carri trasporta merci, grazie a leggi recenti – che vietano il disboscamento – i kee chang hanno dvouto trovare nuove soluzioni per mantenere in vita gli elefanti e sé stessi. Così è iniziata l’era dello sfruttamento degli elefanti per fini turistici ed escursionistii tra monumenti di città come Ayutthaya, nelle montagne intorno a Chiang Mai o nelle foreste della Thailandia del sud.
Ma non essendo questa recente mansione realmente rispettosa di questi animali, negli ultii anni, grazie ai movimenti animalisti che fanno pressione sull’opinione pubblica, sempre più kee chang stanno trasformando le loro attività. A tal fine, sono stati creati dei santuari per gli elefanti – meglio noti come elephant camp o elephant farm – nei quali poter passare del tempo con questi pachidermi, senza sfruttarli per la monta e lasciandoli liberi da catene o maltrattamenti fisici.

Origine del termine

Kee chang è la traslitterazione delle parole tailandesi ( ขี่ช้าง ) che vengono comunemente usate per indicare le persone che usano gli elefanti per il giro turistico. Un altro termine, più generico, è kwan chang ( ควาญช้าง ) che letteralmente significa “colui che lavora con gli elefanti”.

Esperienza umana e fotografica

Nel 2011 ho passato diversi giorni con due gruppi di kee chang provenienti dal Myanmar e dal Laos nella zona di Chiang Mai (Thailandia del nord). In quegli anni i kee chang usavano gli elefanti esclusivamente con il fine turistico della monta. Secondo gli standard thailandesi (e non solo) di quel periodo, tenere incatenati gli elefanti o ammaestrarli con degli arnesi appuntiti, non era considerata una forma di maltrattamento. D’altro canto in occidente solo recentemente si è iniziato a riflettere sulla libertà, i diritti e il benessere degli animali.

 

Di ritorno

Sono tornato varie volte negli elephnat camp – da quando ho scattato le fotografie “Kee Chang” nel 2011 – per constatare di persona i progressi legati ai diritti degli elefanti e purtroppo la situazione non è mutata molto.

Se da un lato molti europei hanno perso un po’ do interesse riguardo alla monta degli alefanti, lo stesso non si può dire dei cinesi e dei russi, attualmente i principali richiedenti di questo “servizio” turistico.

Se hai in programma di viaggiare in Thailandia ti invito a non partecipare ad alcuna passeggiata a dorso di elefante. Piuttosto ti consiglio di passare un’intera giornata in qualche elephant camp che rispetti i diritti di questi animali, non mettendo loro alcuna sella e catena.
Ti divertirai molto di più facendo il bagno con gli elefanti, dandogli da mangiare e passando alcune ore in loro compagnia, scoprendo molte informazioni interessanti riguardo a questi animali e lavorando come se fossi un vero kwan chang.

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