La città “nuova”

12 May 2013

Palermo, l’antica Conca d’Oro, tra la fine degli anni ’50 ed i primi anni ’80, è stata vittima di quello che oggi è noto come uno degli esempi più eclatanti di speculazione edilizia all’italiana. Un’aggressione di cemento senza precedenti.
Un’anonima colata di tristezza che distrusse opere d’arte e architettoniche, immensi frutteti, spiagge e colline.
In soli 40 anni Cosa Nostra, avvalendosi di svariate partecipazioni politiche, come quella di Vito Ciancimino, con il tristemente noto Sacco di Palermo, spazzò via secoli di storia umana e naturale. In questo agglomerato oggi vivono e si muovono circa un milione di persone tra residenti e pendolari.
Successivamente la città ha continuato a essere martoriata con la costruzione di quartieri ghetto, fino ad arrivare agli enormi centri commerciali dei giorni nostri.
Dai monti che circondano la città lo scempio è maggiormente evidente e con una “lente di ingrandimento” si possono mettere a fuoco alcuni punti nevralgici dell’orrore: da Pizzo Sella a Via Messina Marine, passando per lo Zen 2 e molte zone che circondano l’antico centro storico.

© Valerio Bellone

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