La Conca Abusiva

La Conca d’Oro

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Palermo, the Conca d’Oro, from the late ’50s and early ’80s, was the most striking example of building speculation in Italy. An aggression of concrete unprecedented and rivals.
An anonymous cast of sadness that destroyed works of art and architecture, vast orchards, beaches and hills.
In just 40 years the Mafia association Cosa Nostra, using a variety of politicians, such as Vito Ciancimino, with the sad Sacco di Palermo, swept away centuries of human and natural history. Subsequently, the city continued to be destroyed with the construction of ghetto neighborhoods, until it reached the huge shopping centers of our time. In this agglomeration today live and move about a million people.
From the mountains that surround the city, the destruction is more evident. With a “magnifying glass” you can focus on the key points of horror, from Pizzo Sella to Via Messina Marine, through the Zen 2 district and many areas that surround the historic old town.

 


 
Testo in italiano

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Palermo, la Conca d’Oro, tra la fine degli anni ’50 ed i primi anni ’80, è stata l’esempio più eclatante di speculazione edilizia in Italia. Un’aggressione di cemento senza precedenti.
Un’anonima colata di tristezza che distrusse opere d’arte e architettoniche, immensi frutteti, spiagge e colline.
In soli 40 anni Cosa Nostra, avvalendosi di svariate partecipazioni politiche, come quella di Vito Ciancimino, con il tristemente noto Sacco di Palermo, spazzò via secoli di storia umana e naturale. In questo agglomerato oggi vivono e si muovono circa un milione di persone.
Successivamente la città ha continuato a essere martoriata con la costruzione di quartieri ghetto, fino ad arrivare agli enormi centri commerciali dei giorni nostri.
Dai monti che circondano la città lo scempio è maggiormente evidente e con una “lente di ingrandimento” si possono mettere a fuoco i punti nevralgici dell’orrore da Pizzo Sella a Via Messina Marine, passando per lo Zen 2 e molte zone che circondano l’antico centro storico.

Year
2013
Location
Palermo
Photography
© Valerio Bellone

2019, © Valerio Bellone
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